Intervallo

Installazione (particolare), Cittadella dei Musei, 2006

Incisione diretta su carta

"La Nazzari avverte la necessità di rimettere ordine ai suoi appunti d'artista, presi su taccuini e quaderni che finiscono per essere scrigni caotici di pensieri sparsi, annotazioni, citazioni, schizzi. Imposta così quel materiale ondivago su pagine che rilega in libri criptici che sono sculture, ma anche diari di bordo di chi è sempre alla ricerca di approdi dell'anima.
Quei libri li mostra sugli inginocchiatoi come breviari per un rito interiore di purificazione, per una palingenesi da svolgere in silenzio, possibilmente in ginocchio, sul ciglio dei propri abissi, sul limitare delle proprie umane certezze
".

Raffaella Venturi
da Forme difformi. Scultura e dintorni in Sardegna, 2006


"(...) La scrittura si cela, tracciata in forme miniaturizzate e vergata in rosso, talvolta scivola in rivoli sanguigni pulsanti di vita dagli anfratti creati nella carta incisa, strappata ad arte, simbolo dei recessi della memoria dove si nascondono i più segreti pensieri. E l’invisibile sembra voler diventare visibile.(...)
La Nazzari ha sempre conservato il ruolo tradizionale di trasmissione di idee nei suoi libri, anche quando li ha collocati sui bianchi inginocchiatoi “bendati”, in un esplicito invito a un suggestivo e coinvolgente momento di sosta che chiama Intervallo, per chi cerca nella lettura una pausa che placa l’inquietudine della vita, interpellando anche il silenzio
".

Maria Luisa Frongia
da La Voce del Silenzio dei Monocromi Bianchi , 2007