Di rosso e di viola

Di rosso e di viola (…) qui si incrociano, si rincorrono e si aggrovigliano solchi di diversa entità, zone d’ombra e di emergenze luminose che il colore rivelerà appieno. Sui riquadri smerigliati come vetri, frementi come cristalli, il colore si adagia nutrendo la materia della sua linfa infuocata: scorre tra le pieghe vive del legno, ne asseconda le infinite traiettorie, ne rivela le oscure profondità e ne esalta gli spigoli di luce. Il colore di Wanda Nazzari ha, in queste opere, una nuova intenzionalità, di cui si coglie, necessariamente, l’intensa e profonda forza evocativa.
Se a dominare, nelle opere precedenti, era il viola, diventato un emblema stesso della sua pittura, ora il rosso trionfa come complice di una condizione psichica mutata e investita di nuova visibilità. Alla drammatica spiritualità del viola, sembra opporsi ora il rosso che acquista, al contrario, valore di catarsi. Nell’uso simbolico di tale dirompente cromatismo, riaffiorano alla coscienza forze sconosciute, piaceri e dolori sublimati dall’incandescenza dei toni infuocati che irrorano le fessure dei legni e riscattano la materia dalla sua gravità. Nella purezza del rosso i segni della possibile redenzione.

Mariolina Cosseddu, "Stanze", Museo del Territorio di Villanovaforru, 2003