Di luce e di tempo

Origine

Il percorso della mostra si apre con le opere di Wanda Nazzari, legni creati al confine tra pittura, scultura e incisione, dove la luce è rivelazione e il tempo è parola. Come magma incandescente le lettere antiche compongono brani quasi sempre biblici che attraversando la storia diventano simboli della natura umana e insieme divina dell’uomo.
Questi legni sono libri che raccontano di un testamento spirituale paterno, di una adolescenza abbandonata, di una maturità scoperta per necessità, capitoli di una vita che può essere quella di chiunque, libri che si aprono come grandi predicatori per raccontare al mondo:  “Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me” (Gv. 12,48).
Ma sono anche tavole che generano agiografie: le croci, simbolo di un’umanità piagata, il martirio, ed in fine  la parola ancora una volta come mezzo di racconto che sopravvive al tempo.
Sintesi suprema di questo progetto intitolato dalla Nazzari “Origine”, con un chiaro riferimento alla spiritualità paterna come origine della propria, è il Trittico. L’alta poetica dell’artista raccoglie il dono genitoriale e lo innalza ad emblema universale attraverso la rappresentazione dell’ultimo atto del percorso umano: “Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere” (Ap. 20,12). E’ il libro della vita ad essere rappresentato in queste tre straordinarie tavole incise su tutti i versi. I giganti monoliti lignei raccontano di culti ancestrali, dell’ origine dell’esistenza umana e della necessità intrinseca di trovare una spiritualità personale e corale; ecco quindi affiorare ancora incandescente la parola come radice, come essenza stessa del dna umano, sia essa citazione di testi storici o intimo e perciò nascosto ricordo di una carezza del proprio padre.
Nei bianchi della cappella la luce si sublima fino a diventare contemplazione e il tempo si ferma in un istante eterno.

Efisio Carbone, catalogo Stanze "Di luce e di tempo", 2010