Le frontiere tra incisione e pittura

KairosQuella allestita da Kairòs (...) era per Wanda Nazzari la prima personale allestita a Sassari (…).
Le opere che presenta da Kairòs costituiscono gli esiti più recenti di una ricerca che ormai da tempo si attesta in una zona di frontiera tra pittura, scultura e incisione. Già a metà degli anni Ottanta l’artista, forte di una grande esperienza in campo incisorio, aveva cominciato a trasporre i precedenti della xilografia in ambito plastico-pittorico, con la realizzazione di opere in cui i blocchi lignei, intagliati con la sgorbia, accoglievano stesure cromatiche che interagivano variamente con il colore e la struttura delle fibre. Quello che in genere resta celato della stampa xilografica, la sua matrice, si faceva immagine assumendo al tempo stesso consistenza di oggetto. Un’operazione originale, il cui fascino derivava dal gioco di slittamenti e rimandi reciproci che lo spettatore era sollecitato a cogliere tra i vari ambiti tecnici, (…) oltre che dal fine gioco cromatico e luminoso.
Le ultime opere partono ancora dagli stessi presupposti, ma il discorso s’è fatto più mediato. La ripetizione dei solchi, insistente, ossessiva e minuziosa, crea adesso effetti di ambiguità visiva molto più decisi che in passato (…).
Ne risulta un cromatismo inedito, ricco, di bellissimo effetto: col mutare dei punti di vista e quindi con l’alterno apparire dell’una o dell’altra stesura coloristica, il legno subisce un processo di animazione che lo rende instabile e vibrante. Emblematico, da questo punto di vista, è uno dei pezzi in mostra in cui dalla superficie oscura sembrano affiorare recessi d’un rosso vivo, quali lo percorressero sotterranei rivoli di lava (…).

 

Marco Magnani, La Nuova Sardegna, 1997