Stanze 2003 – Di rosso e di viola

Di rosso e di violaIl progetto è il cuore pulsante dell’intero lavoro di Wanda Nazzari. Progetto come pensiero e come azione, progetto inteso a dare evidenza plastica a una certa idea del mondo, a un domandarsi l’esistenza delle cose mentre le si fenomenizza nella visione estetica.
L’opera è il centro di questo processo dove passano le coordinate di spazio e di tempo che trasformano le superfici in accadimenti di vita, in mappe dell’esperienza spirituale e sensibile. In questo senso ogni fase del suo lavoro è indagine, diversa nella forma, coerente nella riflessione, di tale nucleo poetico: dai nidi alle ali, dalle carte incise ai grandi polittici, l’opera scopre punti nevralgici di una concezione sofferta e interrogativa del vivere.
(…) Si tratta di opere lignee che, concepite nell’ambito della prassi dei grandi polittici ne sviluppa la poetica di base e, allo stesso tempo, la indirizza verso soluzioni formali nuovissime e sorprendenti. A cominciare dallo stesso lavoro di incisione sulle pagine materiche dei rettangoli lignei. Qui il campo di intervento limitato consente all’artista di operare con maggiore necessità di affondo penetrando con insistita incidenza fino a stabilire un rapporto di contiguità e di intima relazione con la materia: questa, diventa sostanza sensibile, assorbe le Di rosso e di violasensazioni e le emozioni che l’artista, ben consapevole di questo connubio trasferisce con la maestria che le proviene dalla sedimentata padronanza delle tecniche incisorie e calcografiche. Più e più volte, infatti, le superfici accolgono e restituiscono il cesello che scopre l’anima profonda delle fibre dei legni dolorosamente messe a nudo dalla mano che infierisce con dolcezza sull’opera: qui si incrociano, si rincorrono e si aggrovigliano solchi di diversa entità, zone d’ombra e di emergenze luminose che il colore rivelerà appieno. Sui riquadri smerigliati come vetri, frementi come cristalli, il colore si adagia nutrendo la materia della sua linfa infuocata: scorre tra le pieghe vive del legno, ne asseconda le infinite traiettorie, ne rivela le oscure profondità e ne esalta gli spigoli di luce. Il colore di Wanda Nazzari ha, in queste opere, una nuova intenzionalità, di cui si coglie, necessariamente, l’intensa e profonda forza evocativa.
Se a dominare, nelle opere precedenti, era il viola, diventato un emblema stesso della sua pittura, ora il rosso trionfa come complice di una condizione psichica mutata e investita di nuova visibilità. Alla drammatica spiritualità del viola, sembra opporsi ora il rosso che acquista, al contrario, valore di catarsi. Nell’uso simbolico di tale dirompente cromatismo, riaffiorano alla coscienza forze sconosciute, piaceri e dolori sublimati dall’incandescenza dei toni infuocati che irrorano le fessure dei legni e riscattano la materia dalla sua gravità. Nella purezza del rosso i segni della possibile redenzione.

Mariolina Cosseddu, catalogo "Stanze", 2003