Con Quinte mobili l'Arte entra in scena nelle Stanze multimediali della ricerca

 

(…) Al centro della Sala delle Volte, “Petra”, della Nazzari. Già nel 20117 l’artista cagliaritana aveva intrapreso una ricerca sulla città con “Città mute”. Per “Stanze” altre cinque città, assemblate, luoghi ideali, città fantastiche, che fuoriescono astratte, sbalzate dalla carta, scavata, cesellata.
Costruzioni materiche appuntite, quasi gotiche. Impreziosite, durante il vernissage, da una performance con le coreografie di Luigia Frattaroli e le musiche da “Quadri da un’esposizione” di Mussorgsky. Il bianco e la grazia delle ballerine classiche a sposarsi con il candore delle opere dell’artista. “L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose”: così Italo Calvino descriveva una delle tante città invisibili di cui i lavori di Nazzari appaiono la logica rappresentazione.(…)

Massimiliano Messina, da Sardegna Quotidiano, 13/12/2011