Creatività e didattica nel contemporaneo. L'arte di Wanda Nazzari

 

La Cittadella dei Musei di Cagliari, costruita sulle fondamenta dell’Arsenale della città, si propone come luogo che, nei propri contenuti, dispone e offre al visitatore le memorie dell’Isola nelle sue peculiarità e originalità. Gli spazi adattati tra antiche mura di cinta e di spina accolgono opere del passato in un movimentato allestimento. Far parte di questo contesto significa proseguire il discorso della storia con il compito obbligato, anche nel tempo presente, di creare, comunicare e partecipare coinvolgendo totalmente la società. La produzione artistica contemporanea entra nelle sedi istituzionali della Cittadella con la manifestazione Metti un Nido in Cittadella, progetto di Wanda Nazzari, che si pone in dialogo con le vestigia, inserendosi sul filo progressivo e ininterrotto del tempo. Il lavoro con Wanda Nazzari è molteplice, tante sono le attenzioni che impegnano contemporaneamente il suo cantiere. La fusione delle arti nella loro totalità è sostenuta da una regia precisa, guidata da una esperienza introspettiva e pratica di metodo personale, cresciuta nel tempo tra progetto e azione, proiezione e creatività, emanazione e concretezza.
Nelle attività che si susseguono in Cittadella, il fruitore desidera partecipare alle  dinamiche performative. Il rapporto chiedere/dare si tramuta in un donare/ricevere piacevolmente e coscientemente attivo.
Tra le attività collaterali del progetto, sono stati realizzati laboratori per bambini della Scuola Primaria e  laboratori per non vedenti, ispirati alla metafora del Nido.
Il tema del “nido” riporta all’esperienza dell’infanzia nella quale si condivide il concetto di nido come luogo del ritrovarsi e sentirsi sicuri insieme alla famiglia e alla scuola. I bambini, che nel  laboratorio didattico hanno condiviso insieme all’artista l’idea del rifugio, della casa, dell’approdo, hanno realizzato il proprio nido nelle modalità espressive e creative che la prova ha sollecitato: dalla forma al colore, dai materiali alle loro combinazioni sino a creare un’altra opera d’arte, frutto di esperienza umana di bambini già sensibili alle comunicazioni e al senso dell’estetica.
 Il laboratorio con il pubblico non vedente, che da anni ormai frequenta le attività dei Servizi Educativi, è stato forte ed  incisivo. L’approccio con l’arte contemporanea dell’Artista si è inserito nella metodologia consueta di studio.  Il laboratorio si è svolto basandosi sull’esperienza tattile e descrittiva di sei opere  significative della produzione dell’Artista: i supporti lignei, cartacei e tessili, sono stati indagati con attenzione, sotto la costante presenza dell’Autrice, che ha arricchito la concreta esperienza spiegando e narrando ispirazioni e ragioni della sua arte.
 Le sei opere viste con il tatto, hanno espresso procedimenti emotivi attraverso una caratterizzante maestria tecnico-estetica. La lettura complessa delle superfici lavorate ha trasmesso le intensità e l’impegno del lavoro sulla materia, con incisioni di linee regolari, contorte o spezzate, in un discorso simbolico. Questo procedere sulle superfici variegate riflette il procedere della vita. Il tatto riprende un viaggio di introspezione, di ricerca, di lavoro, di risoluzione e di speranza.