Metti un nido in Cittadella

Il progetto è il cuore pulsante dell’intero lavoro di Wanda Nazzari. Progetto come pensiero e come azione, progetto inteso a dare evidenza plastica a una certa idea del mondo, a un domandarsi l’esistenza delle cose mentre le si fenomenizza nella visione estetica.
L’opera è il centro di questo processo dove passano le coordinate di spazio e di tempo che trasformano le superfici in accadimenti di vita, in mappe dell’esperienza spirituale e sensibile. In questo senso ogni fase del suo lavoro è indagine, diversa nella forma, coerente nella riflessione, di tale nucleo poetico: dai nidi alle ali, dalle carte incise ai grandi polittici, l’opera scopre punti nevralgici di una concezione sofferta e interrogativa del vivere.
E' certo che, nel travagliato farsi dell'opera, Wanda Nazzari tiene saldi i principi che alimentano da sempre la sua rigorosa poetica: la sapienza del fare, la cura meticolosa delle parti e del tutto, il controllo ossessivo di ogni momento della progettualità. Atti di una prassi affinata nell'esercizio e nella meditazione intellettiva e spirituale che esalta i dettagli, le infinitesimali componenti di un organismo che conserva l'anima di chi li ha prodotti.  E mai paga della perfezione esecutiva del manufatto, lo impegna in rapporti dialogici con altri linguaggi e altri accadimenti. Ci ha così abituato, negli anni, ad assistere a singolari connubi tra differenti forme espressive che mettono in gioco le sue opere con musica, danza, poesia, performances, da cui discendono rinnovati significati e prolungate emozionalità.
Come nell'ultima fatica che la vede protagonista indiscussa degli spazi della Cittadella dei Musei, luogo per lei mitico, sacro per chiunque guardi con appassionato interesse all'arte antica e contemporanea.
Qui le opere di Wanda Nazzari non sono semplice intervento su consolidate  presenze storiche, ma istanze della creatività che dilatano ed amplificano i valori del tempo lì racchiusi. Sono gli strumenti con cui attualizzare l'esistenza anteriore dell'arte del passato che la contemporaneità risveglia, investendola della sorprendente condizione di eterno presente.

 

Mariolina Cosseddu, testo in catalogo Metti un nido in Cittadella, 2015