Creatività e didattica nel contemporaneo. L'arte di Wanda Nazzari


Laboratori didatticiIl lavoro con Wanda Nazzari è molteplice, tante sono le attenzioni che impegnano contemporaneamente il suo cantiere. La fusione delle arti nella loro totalità è sostenuta da una regia precisa, guidata da una esperienza introspettiva e pratica di metodo personale, cresciuta nel tempo tra progetto e azione, proiezione e creatività, emanazione e concretezza.
Nelle attività che si susseguono in Cittadella, il fruitore desidera partecipare alle dinamiche performative. Il rapporto chiedere/dare si tramuta in un donare/ricevere piacevolmente e coscientemente attivo.
Tra le attività collaterali del progetto, sono stati realizzati laboratori per bambini della Scuola Primaria e laboratori per non vedenti, ispirati alla metafora del Nido.
Il tema del “nido” riporta all’esperienza dell’infanzia nella quale si condivide il concetto di nido come luogo del ritrovarsi e sentirsi sicuri insieme alla famiglia e alla scuola. I bambini, che nel laboratorio didattico hanno condiviso insieme all’artista l’idea del rifugio, della casa, dell’approdo, hanno realizzato il proprio nido nelle modalità espressive e creative che la prova ha sollecitato: dalla forma al colore, dai materiali alle loro combinazioni sino a creare un’altra opera d’arte, frutto di esperienza umana di bambini già sensibili alle comunicazioni e al senso dell’estetica.
Il laboratorio con il pubblico non vedente, che da anni ormai frequenta le attività dei Servizi Educativi, è stato forte ed incisivo. L’approccio con l’arte contemporanea dell’Artista si è inserito nella metodologia consueta di studio. Il laboratorio si è svolto basandosi sull’esperienza tattile e descrittiva di sei opere significative della produzione dell’Artista: i supporti lignei, cartacei e tessili, sono stati indagati con attenzione, sotto la costante presenza dell’Autrice, che ha arricchito la concreta esperienza spiegando e narrando ispirazioni e ragioni della sua arte.
Le sei opere viste con il tatto, hanno espresso procedimenti emotivi attraverso una caratterizzante maestria tecnico-estetica. La lettura complessa delle superfici lavorate ha trasmesso le intensità e l’impegno del lavoro sulla materia, con incisioni di linee regolari, contorte o spezzate, in un discorso simbolico. Questo procedere sulle superfici variegate riflette il procedere della vita. Il tatto riprende un viaggio di introspezione, di ricerca, di lavoro, di risoluzione e di speranza.

Marcella Serreli, 2014